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E'' a questa stirpe di Santi, di Poeti. d'Inventori, di Navigatori che l'umanita' deve le maggiori delle delle sue conquiste. Per un Italia piu' libera.
Caro navigatore e Cara navigatrice, questo sito ha uno scopo ben preciso: raccontare La Storia da un punto di vista molto speciale.
Ognuno di noi ha sempre ascoltato le spiegazioni date dai propri insegnanti fin dagli inizi della scuola elementare, e, ognuno di noi ha iniziato a quel punto ad immaginare nella propria mente quelle che poi sarebbero divenute le proprie idee per il futuro.
La fantasia, unita ad un pizzico di realtà, ci ha portato a toccare il cielo con un dito.
Eravamo ancora troppo piccoli e inconsapevoli.
Poi siamo cresciuti, abbiamo iniziato ad ascoltare la storia dei nostri nonni: quella storia era pura realtà e a noi quella storia piaceva.
Man mano che il tempo passava le nostre idee si schiarivano.
Man mano che il tempo passava la loro storia diveniva la nostra storia.
Man mano che il tempo passava capivamo appieno il senso di quella storia.
Io, personalmente, ho avuto una grande fortuna: essere libero di scegliere.
Ho scelto con libertà di spirito e di azione di guardare a Destra.
Quella destra che ha sempre portato avanti i sani principi della famiglia.
Quella destra che vedeva nelle persone degli anni '30 e '40 la forza unica del Paese e che con tutti i mezzi li aiutava a darsi un futuro migliore.
Quel futuro adesso è il nostro presente e Noi abbiamo ancora le nostre idee di un tempo.
La nostra Destra di un tempo è qui sotto i nostri occhi e si chiama semplicemente LA DESTRA.
Nessun dubbio e nessun ripensamento, questa è l'eredità che abbiamo ricevuto e questa è l'eredità che lasceremo al nostro futuro, ovvero, ai nostri figli.
Vi chiedo con tutta la passione e tutto l'orgoglio di mandarmi il vostro materiale, di qualsiasi genere esso sia, e insieme scriveremo LA NOSTRA STORIA, la storia di chi come Noi ha sempre guardato e guarderà a DESTRA!
DOMENICO MARIGLIANO NATO A PORTICI NAPOLI IL 26/08/1969
RESIDENTE A BOLOGNA SPOSATO CON DUE FIGLI E SONO ISCRITTO AL PARTITO DE LA DESTRA DI STORACE
GRUPPO DI MOLINELLA BOLOGNA.
Quel futuro adesso è il nostro presente e Noi abbiamo ancora le nostre idee di un tempo.
La nostra Destra di un tempo è qui sotto i nostri occhi e si chiama semplicemente LA DESTRA.
Nessun dubbio e nessun ripensamento, questa è l'eredità che abbiamo ricevuto e questa è l'eredità che lasceremo al nostro futuro, ovvero, ai nostri figli.
Vi chiedo con tutta la passione e tutto l'orgoglio di mandarmi il vostro materiale, di qualsiasi genere esso sia, e insieme scriveremo LA NOSTRA STORIA, la storia di chi come Noi ha sempre guardato e guarderà a DESTRA!
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La fantasia, unita ad un pizzico di realtà, ci ha portato a toccare il cielo con un dito.
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Poi siamo cresciuti, abbiamo iniziato ad ascoltare la storia dei nostri nonni: quella storia era pura realtà e a noi quella storia piaceva.
Man mano che il tempo passava le nostre idee si schiarivano.
Man mano che il tempo passava la loro storia diveniva la nostra storia.
Man mano che il tempo passava capivamo appieno il senso di quella storia.
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PER QUESTO HO SCELTO DI CREARE QUESTO SITO PER FAR SI CHE TUTTI RITROVINO IL VERO VALORE DELLA NOSTRA AMATA PATRIA CHE SOLO VOLANDO A DESTRA C'E'.
orientamento politico
© 2009 Tutti i diritti riservati.
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Questa pagina di "Benvenuto nel nostro sito"
questo sito serve come organo di comunicazione per tutti i sostenitori del partito de la DESTRA.
qui si trovano notizie, interviste e commenti su tutta la vita politica del nostro amato paese...
questo non e' un sito ufficiale ma un organo di comunicazione per sapere ogni giorno gli sviluppi del partito de la destra del senatore storace.
sito creato da marigliano domenico.
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Tartaglia, "Mi scuso" Lettera a Berlusconi
ROMA - Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per l'aggressione al premier, ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere "per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". La lettera di scuse al presidente del consiglio è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio "sentito dispiacere", come si legge in una nota firmata dai suoi legali - "ha dichiarato di non riconoscersi" in quello che lui stesso nella missiva ha definito come "un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". Ecco la nota integrale firmata dai legali di Massimo Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino."Quali difensori del sig. Massimo Tartaglia, comunichiamo che il nostro assistito nel corso dell' interrogatorio reso davanti al Pm dott.Spataro, ha ammesso la propria responsabilità in ordine alle lesioni causate al presidente del Consiglio, on.le Silvio Berlusconi, dichiarando di aver agito da solo ed escludendo qualsiasi militanza o appartenenza politica". "Comunichiamo, inoltre - scrivono gli avvocati - che, in data odierna, il sig.Massimo Tartaglia, ha inoltrato, nostro tramite, una lettera di scuse al presidente del consiglio esprimendo il proprio sentito dispiacere per 'un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto' nel quale ha dichiarato di non riconoscersi". "Le condizioni di salute del sig.Massimo Tartaglia, in corso di accertamento - conclude la nota -, ci impongono di mantenere, allo stato, la massima discrezione e riservatezza a tutela degli interessi del nostro assistito".
No, non l'abbiamo ancora vista". Così il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, risponde, in diretta a Porta a Porta, alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto la lettera di scuse da parte del suo aggressore Massimo Tartaglia. Alla domanda di Bruno Vespa se Berlusconi s'interroga sul perché lo odiano, Bonaiuti ha precisato: "No, Berlusconi non si chiede 'perche' mi odianò ma perché quella persona l'ha fatto. Non riesce a capacitarsi del gesto. Lui è uno della gente, con la gente e non capisce come possa corrispondere un atteggiamento di violenza". Il portavoce del presidente del Consiglio ha poi spiegato che Berlusconi non ha voluto rivedere le immagini dell'aggressione: "Ieri sera per un momento ha avuto la possibilità di accendere la tv, ma ha detto che non le voleva vedere più; in sostanza, un rifiuto".
Berlusconi sarà dimesso domani "Lo fa soffrire l'odio politico" Bufera su Di Pietro e la Bindi
Il premier nell'ospedale San Raffaele di Milano: "Si nutre con fatica". Fini e poi Schifani in visita. In tarda mattinata arriva anche Bersani. Mancino: "Ferma condanna". Il governo: "Oscurare i social network che inneggiano a violenza". L'aggressore, Massimo Tartaglia, trasferito a San Vittore. Vertice in Prefettura sul funzionamento dei servizi di sicurezza. Polemica aperta sul leader Idv che "non accetta criminalizzazioni". Bindi: "Solidale, ma il premier fermi il clima di ostilità". Capezzone: "Bersani si dissoci"
APPELLO DI NAPOLITANO "TORNI CIVILE CONFRONTO" - "Ho fatto quella dichiarazione nella convinzione" che ci sia una "esasperazione pericolosa della polemica politica" e "bisogna fermarla. Non è la prima volta che lo dico". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Tg2 a chi gli chiedeva del suo allarme fatto in passato sui toni della politica che vanno abbassati. "Non ha senso - ha aggiunto - che gli uni accusino gli altri per il clima che si è creato. Si deve tornare a un normale e civile confronto tra le forze politiche e le istituzioni". "Non si alimentino tensioni, si misurino le parole: nelle piazze, nei congressi di partito e in tv, ciascuno - ha concluso Napolitano - faccia la sua parte restando nei limiti fissati dalla Costituzione".
BERLUSCONI RESTA RICOVERATO - Resta in ospedale Berlusconi. "Domani decideremo, non si parla di dimissioni per le prossime 24 o 36 ore", ha affermato il primario e medico di fiducia Alberto Zangrillo dopo aver letto il bollettino medico. ''Il presidente del consiglio - ha proseguito - si nutre a fatica ed è sottoposto a terapia antibiotica e analgesica''. Comunque "l'intervento - ha detto il medico - è scongiurato".
IL PREMIER: PERCHE' TANTO ODIO? - ''Ho trovato il Presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l'odio. Mi ha detto: 'Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perche' mi odino a questo punto'', racconta don Luigi Verze', presidente del San Raffaele. ''Stamattina - racconta don Verze' - ho detto al premier che quanto avvenuto ieri sera in Piazza del Duomo e' un monito a lui e al Paese. Occorre modificare la Costituzione''. ''Il resto che mi ha detto - conclude - appartiene a lui e a me. Posso dire che ci vogliamo un gran bene perche' e' un uomo capace di amare cosi' come io non voglio che altro che amare''.
TARTAGLIA: HO AGITO DA SOLO, NON SONO IL KILLER
"L' ho fatto io da solo, non sono il killer di nessuno": lo ha detto Massimo Tartaglia agli agenti del carcere di San Vittore. L'aggressore è in cella da solo, in "alta sorveglianza". Si terrà domani l'udienza di convalida dell'arresto. Massimo Tartaglia è stato ricoverato in day hospital per cinque o sei volte nel reparto di psichiatria del Policlinico di Milano. Nella borsa aveva uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo. Per l'aggressione rischia oltre cinque anni di carcere.
ALFANO, NON E' SOLO GESTO DI UN FOLLE
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si dice "molto preoccupato" per quanto successo. "Il fatto non può essere derubricato al gesto di un folle - ha detto il ministro - è una questione più complessa".
MARONI: VALUTIAMO OSCURAMENTO DEI SITI
"Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza". Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine del vertice in prefettura a Milano. "Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, di essere ucciso", ha proseguito il ministro. Nonostante questo , afferma Maroni, "un esponente del Pd (Bindi, ndr) non ha trovato di meglio che dire 'non faccia la vittima'".
"Le persone addette alla sicurezza di Berlusconi sono dei professionisti - ha detto Maroni -. Bisogna però sapere che la sicurezza del presidente del consiglio è demandata ai servizi segreti e non al ministero dell'Interno. Valuteremo come fare per il futuro". "Condivido le parole del presidente della Repubblica e sottoscrivo l'appello affinché si ritorni a un clima di reciproco rispetto".
LA PROCURA INDAGA SU DUE GRUPPI DI FACEBOOK
La procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo sui gruppi sorti su Facebook dopo l'aggressione al premier. I magistrati procederebbero per istigazione alla violenza. Le autorità investigative italiane si sono già attivate per chiedere che vengano rimosse le pagine e che vengano individuati coloro che hanno costituito i gruppi.
Il fascicolo si riferisce in particolare a due gruppi: "Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia" ed un altro che inneggia genericamente all'uomo e che reca la scritta "Berlusconi a morte". Il fascicolo prende in esame il reato di istigazione a delinquere. Gli inquirenti hanno affidato alla polizia postale il compito di accertare la fonte da cui sono partiti questi due forum. Ulteriori iniziative nei confronti del social forum potrebbero essere adottate dalla magistratura romana tramite rogatorie internazionali. La Procura di Roma nell'ottobre scorso aveva aperto un fascicolo su un gruppo aperto su Facebook chiamato "Uccidiamo Berlusconi". Il reato ipotizzato era minacce gravi.
LUNGA VISITA DELLA FIGLIA MARINA IN OSPEDALE
Marina Berlusconi ha lasciato il San Raffaele ed è salita in macchina senza fermarsi né rilasciare dichiarazioni, dopo una lunga visita al padre. La figlia del presidente del Consiglio era arrivata in tarda mattinata all'ospedale milanese.
In ospedale per una visita anche il presidente della Camera Gianfranco Fini e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
007: PROTEZIONE ADEGUATA, PRUDENZA IN BAGNI FOLLA
"Atteggiamenti più prudenti" in caso di manifestazioni di piazza o in incontri con i cittadini, almeno fino a quando il clima politico non sarà più tranquillo. E' l'invito che i responsabili degli apparati della sicurezza hanno rivolto in queste ore all'entourage del premier Silvio Berlusconi dopo l'aggressione di ieri a Milano, ribadendo che contro il "gesto sconsiderato di un folle" l'unica difesa é la prudenza. Gli uomini dell'intelligence hanno infatti passato al setaccio tutte le fasi dell'aggressione avvenuta alle spalle del Duomo, traendone la conclusione che il livello di protezione del Cavaliere è adeguato e ai massimi livelli e che poco di più si può fare dal punto di vista tecnico. Ecco dunque l'invito all'entourage di Berlusconi ad assumere atteggiamenti più prudenti. Eventuali decisioni su misure di sicurezza ulteriori potranno uscire dal vertice in corso in prefettura a Milano presieduto dal ministro Maroni. Nelle riunioni di questa mattina, inoltre, i vertici dell'intelligence hanno ribadito che al momento non ci sono "riscontri reali" di minacce nei confronti del premier. Né da parte del radicalismo islamico né da ambienti dell'estremismo. L'unico, serio, pericolo, ripetono gli 007 - segnalato due mesi fa nell'informativa inviata a palazzo Chigi - arriva dunque da mitomani e folli.
CARTELLO FUORI OSPEDALE: SIAMO CON TE - "Presidente Berlusconi una pronta guarigione. Gli italiani veri sono con te sempre": è quanto è scritto su un cartello, accompagnato da una bandiera italiana, apparso nella notte sulle recinzioni esterne del pronto soccorso dell'ospedale San Raffaele di Milano, dove da ieri il presidente del Consiglio, dopo l'aggressione al termine del comizio di piazza Duomo, è ricoverato. Il punto clinico sullo stato di salute del premier verrà comunicato intorno alle ore 12 dal personale medico. All' esterno della struttura è massiccia la presenza delle forze dell'ordine.
ROMA - Condanna da parte delle forze politiche dell'aggressione a Silvio Berlusconi dopo il comizio in Piazza Duomo a Milano.
NAPOLITANO, STOP A SPIRALE DI VIOLENZA -Il capo dello Stato GiorgioNapolitano ha espresso la 'piu' ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio' al quale ha manifestato la sua personale solidarieta'. Napolitano ha poi rivolto il "piu' netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza".
BOSSI: E' TERRORISMO -"Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo": lo ha detto all'ANSA il ministro Umberto Bossi. "Si sentiva un clima pesante da tempo - ha detto Bossi all'ANSA - E quello che è accaduto oggi é un segnale preoccupante". "Silvio è un amico - ha aggiunto il leader del Carroccio - e mi aveva appena espresso in pubblico, nel suo discorso in piazza Duomo, ancora una volta la sua stima". "Dopo quel che è accaduto oggi - ha concluso Bossi - bisogna alzare la guardia. Ci sono in giro troppe persone pronte a gesti delinquenziali. La Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo".
"Può anche essere il gesto di un matto ma è il clima che preoccupa e il clima è quello del terrorismo": lo ha detto Umberto Bossi, interpellato dall'ANSA, commentando gli sviluppi dell'aggressione a Berlusconi. Bossi ha spiegato di essersi tenuto informato sulle condizioni del premier attraverso il telefono e parlando con il ministro Maroni che è andato a far visita a Berlusconi in ospedale.
BERSANI: GESTO INQUALIFICABILE - "Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta l'episodio di violenza di cui è stato vittima il presidente del Consiglio a Milano.
CASINI: SOLIDARIETA' SENZA SE E SENZA MA - "La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma". Lo ha affermato il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.
FINI: ITALIA NON RIVIVA ANNI VIOLENZA - "E' un brutto giorno per l'Italia e tutte le forze politiche hanno il dovere di fare in modo che il Paese non riviva gli anni di violenza": è quanto afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini in collegamento telefonico con il tg1 commentando l'aggressione subita dal premier. Fini esprime la propria "condanna" per quanto accaduto, "un gesto di violenza - dice - che non può essere giustificato".
CEI: EPISODIO DI ESECRABILE GRAVITA' - "La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità". Lo afferma la presidenza della Conferenza episcopale italiana in un comunicato diffuso in serata. "Mentre esprimiamo sincera vicinanza al presidente Berlusconi - prosegue la nota - auspichiamo per il nostro Paese un clima culturale più sereno e rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno".
DI PIETRO: DEPLORIAMO LA VIOLENZA - "Come al solito quando si tratta di criticare l'Idv i soliti 'Soloni' capiscono fischi per fiaschi. Ribadisco allora che noi tutti deploriamo e condanniamo l'aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!". Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro commenta l'aggressione al premier a Milano.
L'AUGURIO DI BARROSO - Il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ha inviato un messaggio al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi augurandogli "una rapida guarigione" dopo l'aggressione subita.
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STORACE SU AGGRESSIONE BERLUSCONI |
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"Sulla vergognosa aggressione a Berlusconi vanno dette almeno due cose: la prima riguarda certi soggetti politici, a partire da chi, fintamente moderato, non più tardi di sabato scorso istigava alla santa alleanza contro il premier; e poi alla storia del "matto". E' evidente che le persone normali non lanciano oggetti in faccia al presidente del Consiglio, né ad altre persone. Ci auguriamo che gli investigatori, che hanno incredibilmente tollerato le contestazioni di sabato a piazza Fontana e di domenica a piazza del Duomo, scoprano in tempi rapidissimi chi ha incitato il presunto "matto" a combinare quel che abbiamo visto. Finchè in circolazione c'è gente come Di Pietro, i "matti" aumenteranno". Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra.
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| STORACE-BUONTEMPO SU AGGRESSIONE BERLUSCONI |
| "La Destra esprime la propria solidarietà e vicinanza al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per l'aggressione subita oggi. Il clima di odio scatenato nel Paese contro il premier da tempo è andato oltre la pur legittima contrapposizione politica e se non viene fermato subito, con un’assunzione collettiva di responsabilità, rischia di portare ad una alterazione del rapporto tra politica e consenso. Condanniamo, pertanto, simili gesti e manteniamo alta la guardia in difesa della democrazia e della libertà di espressione". Lo dichiarano, in una nota congiunta, il presidente e il segretario nazionale de La Destra, Teodoro Buontempo e Francesco Storace , che hanno appreso la notizia dell’aggressione a Berlusconi nel corso dei lavori dell’assemblea nazionale dei quadri territoriali del partito che si è svolta oggi a Pomezia. |
| L’EUROPA CHE NON VOGLIAMO | Segnala |
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E’ di questi giorni la notizia della vittoria in terra elvetica di un quanto mai controverso referendum, che di fatto ha imposto lo stop alla proliferazione di costruzioni adibite al culto islamico. Un referendum boicottato e condannato in tutta Europa a gran voce dai buonisti di turno ma che in Svizzera ha invece trovato degli insospettabili alleati, tra quegli stessi intellettuali, scrittori e nomi di grido, tradizionalmente collocati su posizioni progressiste. Cosa è successo? Il piccolo paese nel cuore dell’Europa si è improvvisamente svegliato xenofobo e razzista, o c’è qualcosa di più? Il fatto è che i media, con una cocciutaggine degna di un mulo, si ostinano ad ignorare quel profondo malessere che sta silenziosamente attraversando l’Europa. Questo malessere è sintomo del fallimento dell’intera costruzione politico-economica europea e di quelle politiche incentrate sull’apertura a tutti i costi ad un modello di società multiculturale e multietnica. Nel cinquantennio seguito all’ultimo conflitto mondiale, sino alla caduta del Muro, la costruzione europea era limitata ad un ristretto numero di fortunati, che beneficiava di quei vincoli economici e finanziari, risultanti dagli accordi di Bretton Woods. Frontiere, dazi e consistenti limiti d’azione per i mercati finanziari, accanto ad interventi pubblici nelle varie economie, permisero uno sviluppo graduale e controllato delle economie del Vecchio Continente, tale da generare un senso di impotenza, invidia e frustrazione da parte di ambedue le due superpotenze rivali URSS ed USA. La prima perché vedeva vanificati i propri sforzi destabilizzatori dall’avanzante benessere economico dell’Europa Occidentale, la seconda perché, con la scusa del perdurare dello status quo di Yalta, si trovava a dover affrontare praticamente da sola le maggiori spese per il mantenimento sul suolo europeo di un gigantesco sistema di difesa , oltre alle altrettante colossali spese per il continuo riadeguamento dei propri sistemi di difesa nella competizione con l’URSS. La fine del blocco sovietico arriverà così repentinamente, da far sorgere il motivato sospetto che il blocco di potere sovietico non vedesse l’ora di sganciarsi dal marxismo, scaricando sull’Europa Occidentale tutto il destabilizzante peso di questa scelta. In effetti, la sonnecchiosa e sgangherata Europetta di Bruxelles fu colta di sorpresa dagli eventi e, con grande gioia di ambedue gli ex contendenti USA ed URSS, iniziò il proprio graduale suicidio. Anziché porre in essere un’accorta riflessione su quanto andava accadendo, spinti da un’ubriacatura di stampo neoliberista, incentivata dai media succubi delle teorie dei vari Chicago Boys, si iniziò a smantellare forsennatamente tutte quelle sovrastrutture che in Europa avevano sino a quel momento garantito benessere e protezione sociale, confondendo inefficienza e burocratizzazione con privatizzazione. Passo numero due. All’insegna della medesima ubriacatura, si intraprese la strada degli accordi sul commercio globale (GATT), con cui gli stati nazionali andavano via via perdendo qualsiasi controllo su quei flussi economici, ora sempre più incentrati sull’infamia della delocalizzazione delle attività industriali. Non solo. Anziché cercare di comprendere la forte crisi d’identità che attraversava l’idea di stato, (come dimostrato dagli eventi della ex Jugoslavia), e porre mano ad adeguate riforme strutturali, si pensò bene di svuotare gli stati nazionali europei di competenze e funzioni, demandati invece ad un ben peggior super-stato europeo, asservito a burocrazia e banche. Con la stessa delicatezza di un elefante all’interno di una cristalleria, si è poi deciso di imporre ai popoli europei un sistema monetario unificato attraverso l’Euro che, senza tener conto delle debite peculiarità socio economiche del Vecchio Continente, ne ha invece gettato l’economia in uno stato di perenne recessione. La partecipazione attiva alle bravate statunitensi in scenari esteri, ha poi ulteriormente allungato le ombre di una crisi economica, ora alimentata dagli altissimi costi per il mantenimento di truppe all’estero. Ma il colpo di grazia l’ha dato la folle politica dell’accoglienza che, negli accordi di Schengen applicati senza alcun criterio selettivo, ha trovato il proprio definitivo e devastante clou. Dopo aver per anni spalancato le porte ad immigrati di provenienza extraeuropea che hanno defraudato i lavoratori europei dei propri posti, dopo aver messo in ginocchio le casse dei vari stati grazie alle sostanziose sovvenzioni sociali di cui questi immigrati hanno beneficiato, bene, è arrivato il turno dell’invasione da parte di etnie che, anche se provenienti dall’Europa, hanno creato forte disagio sociale nelle nazioni in cui si sono impiantati. L’Italia in particolare, oltre ad essere la agognata meta di etnie di origine nord africana (marocchini, tunisini, egiziani, etc.), asiatica (bengalesi, indiani, pakistani, filippini, cinesi, etc.), africana (senegalesi, congolesi, etc.) e latino americana (peruviani, ecuadoregni, brasiliani vari, etc.) è divenuta il centro di arrivo di romeni, albanesi, ucraini, polacchi, rom, etc., ovvero di tutti coloro che provengono da tutte quelle nazioni d’oltrecortina, passate da regimi di ispirazione marxista filosovietica, al modello “pappaland”, di sicura ispirazione nordamericana, (e che in nazioni come Kossovo, Albania, Romania, Bulgaria, etc. trova dei concreti esempi di riferimento) impostato su traffico di droga, armi, prostituzione, veicolati da una massiccia invasione migratoria verso nazioni come l’Italia. L’effetto di tutto questo è devastante: la razza padrona, grazie alla manodopera straniera a basso costo, continua a crapulare alle spalle dei lavoratori nostrani, sempre più immiseriti e precarizzati. Stupri e violenze senza fine compiuti dagli stranieri, ingenerano tra i cittadini italiani sempre più paura ed insicurezza. Le mafie nostrane, nonostante l’azione di contrasto delle Forze dell’Ordine, grazie alla manovalanza straniera continuano a perseguire i propri loschi intenti. A questo punto, senza ombra di dubbio, possiamo dire che il processo di unità europeo sta fallendo su tutti i fronti, grazie ad un primario equivoco di base. Creder di fare dell’Europa un megastato centralizzato, animato da un’unica politica economica, amministrativa e legislativa è follia pura. La peculiarità dell’Europa sta nel convivere su un’unica piattaforma continentale di plurisecolari, tradizioni, usi , consuetudini ed eredità, assolutamente non conformabili ad un unico soffocante modello. L’Europa è nazioni, regioni e macroregioni. E’ popoli, lingue, dialetti, cucine e sapori. Riedificare l’Europa come confederazione di liberi Stati, con tanto di autonomia decisionale in materia economica e politica, con tanto di frontiere erette a difesa del benessere e degli interessi dei singoli popoli. Tutto questo senza dimenticarsi di avere, in quanto europei, dei motivi di comune appartenenza, che una libera confederazione potrà benissimo assolvere, senza stravolgere il tessuto connettivo dei vari stati, ma anzi, ponendosi come baluardo di comune difesa contro le politiche e le economie più aggressive come quelle degli USA e della Cina.
UMBERTO BIANCHI |
La vergognosa aggressione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e le tante dichiarazioni fatte dal mondo politico, molte di solidarietà al premier, altre di cattivo gusto, come quelle di Di Pietro e Sonia Alfano, tanto per citarne un paio. Di questa incredibile pagina della nostra storia parlerò oggi pomeriggio a “Il Fatto del Giorno”, su Rai Due.
La trasmissione, condotta da Monica Setta, andrà in onda a partire dalle ore 14 e vedrà la partecipazione di Daniela Santanché (Mpi), Beppe Fioroni (Pd), Anna Paola Concia (Pd) e il segretario del Pri, Francesco Nucara. In collegamento ci sarà il direttore di Libero, Maurizio Belpietro.
Martedì 15 dicembre 2009
Rai Due
Il Fatto del Giorno
Diretta dalle ore 14
13 febbraio, in piazza con La Destra
Per una Repubblica più sociale
La Destra chiama a raccolta gli italiani e le italiane di buona volontà per una grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli sabato 13 febbraio.
I principali punti programmatici di questa nostra nuova mobilitazione li ho illustrati nel corso dell’assemblea nazionale dei quadri territoriali de La Destra, che si è svolta ieri a Pomezia.
Una giornata di lavori intensa e impegnativa, che ha visto la presenza di tutti i segretari regionali e provinciali del partito, che ho voluto convocare per fare il punto soprattutto in vista delle prossime elezioni regionali previste a fine marzo, ma anche per parlare di tesseramento e candidature.
Il panorama politico italiano è in continua evoluzione e mutano, allo stesso tempo, gli equilibri tra le forze in campo. La Destra, che fino ad oggi, benché costretta ad un ruolo di secondo piano, ha lottato con coerenza e determinazione, si apre alla nuova stagione politica con la forza delle sue idee e dei suoi militanti. Le regionali, che ci vedranno alleati del Popolo della Libertà in tutta Italia, saranno un banco di prova decisivo per il futuro.
E in vista di questo atteso appuntamento con le urne, La Destra scenderà in piazza per dire la sua. A Napoli faremo sentire la nostra voce “contro una sinistra che non merita di governare“ e “per creare un centrodestra capace di innovazione sociale”.
Ma anche…
Perché le istituzioni abbraccino le famiglie che vivono la tragedia della disabilità;
Perché non si muoia più nei cantieri, nelle fabbriche e nelle officine;
Perché si incentivi la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle aziende;
Perché si riduca il cuneo fiscale nelle buste paga dei lavoratori dipendenti;
Perché la politica contrasti l’usura bancaria che affama famiglie e imprese;
Perché la proprietà della propria abitazione diventi un diritto alla portata di tutti;
Perché ai servizi sociali e ai posti di lavoro accedano prima gli italiani e poi gli stranieri;
Per la riforma presidenzialista dello Stato;
Per rimettere al centro della politica etica e morale;
Per una politica per la famiglia e per la vita.
Per un’Italia che si riappropri della speranza, La Destra chiama quindi a raccolta dirigenti, militanti, simpatizzanti e cittadini per affermare:
1 – amore per la Nazione italiana;
2 – affermazione del diritto alla sovranità nazionale contro i burocratismi imposti dal trattato di Lisbona;
3 – autorità dello Stato federale e partecipazione popolare come strumenti di nuova democrazia;
4 – tutela del diritto dei cittadini ad una giustizia giusta;
5 – lotta alle discriminazioni da parte della stampa e alla censura politica;
6 – rispetto del diritto naturale e della Chiesa cattolica;
7 – diritto al lavoro come fondamento della società;
8 – partecipazione dei lavoratori all’organizzazione della crescita dell’impresa e diritto delle famiglie alla proprietà della casa;
9- scuola pubblica e meritocratica;
10 – politiche di rilancio per il Mezzogiorno, individuazione di zone franche nelle aree maggiormente disagiate, con sgravi fiscali per nuove assunzioni e fiscalità zero per le nuove imprese. Politica di viabilità e trasporti che mettano in condizione di competere a parità di costi le imprese del nord e quelle del sud;
11 – politiche di mantenimento delle competitività del sistema Paese a partire dal sistema nordest che dovranno trovare diretta esplicitazione nel mese di giugno con una grande mobilitazione popolare al nord d’Italia.
| DELLA SOVRANITÀ DEGLI STATI |
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Della sovranità dello stato e dei sacrifici di chi vi abita: Questo è il tema che vi posto prima di farvi leggere da repubblica.it un articolo dove i padroni della moneta "incitano" il governo legittimo (socialista) a fare il proprio dovere per sollevare l'economia. La domanda sorge spontanea, di chi è la sovranità di uno stato, delle banche o del popolo che deve fare i sacrifici? Possibile che un primo ministro possa affermare che per salvare la propria sovranità bisogna fare quello che dice l'Europa? Questo sovrastato che stiamo creando (o subendo) non ha i doveri di assistenza verso i propri popoli, però ha i diritti di imporre scelte drastiche in tema economico, sociale ed internazionale. Impone ai Greci i sacrifici come impone loro di "dividere" la loro terra con l'umanità varia che fugge dai risultati dell'economia mondialista. Fino a quando gli Stati pagheranno una "tassa" sui soldi che devono " fare" per far funzionare l'economia? fino a quando gli stati rinunceranno alla loro autonomia per obbedir tacendo a funzionari senza alcuna responsabilità?. Il mio non è un pensiero contro l'Europa che ritengo un bene prezioso per tutti, è una richiesta per costruirla democraticamente questa Europa affinché chi comandi non siano dei commissari (ricordano quelli comunisti del popolo), bensì politici e tecnici eletti dai popoli europei per il bene comune rispondendo alle comunità sovrane e non alle caste dei singoli stati. Il bisogno di trasformare l'Europa in una confederazione (da dove si può uscire) di liberi stati è una necessità per liberarci nel giro di un decennio dai lacci di lobby private che di fatto possono decidere il destino di tutti noi senza esser stati eletti da alcuno. sarebbe il colmo che il continente che ha plasmato la politica, lo stato il diritto e la democrazia finisse la sua storia nelle mani dell'oligarchia finanziaria e bancaria. Ecco perché il caso Greco, cui seguirà quello Spagnolo è importante, la posta in gioco non è data dalla possibilità concessa dalla "commissione" di sforare, bensì dal dovere/diritto dello stato di seguire e proteggere i propri cittadini. buona lettura:
Alessio Nello comitato Centrale La Destra
La Grecia affronta la crisi del debito
"Risanare per difendere sovranità" Il premier greco Papandreou ATENE - La Grecia non corre alcun rischio di default e supererà la difficile situazione creata dall'abnorme debito pubblico, e lo farà senza l'aiuto dell'Unione Europea. Ad assicurarlo è il ministro greco delle Finanze, Giorgio Papaconstantinou, all'indomani del taglio operato dall'agenzia Fitch sul rating di Atene, che per la prima volta in dieci anni è sceso sotto il grado 'A' (rating BBB+, con outlook 'negative'). Nella stessa giornata Fitch ha anche tagliato il rating di cinque banche greche: le due comunicazioni hanno affossato non solo la Borsa greca, ma quelle di tutta Europa. "La Grecia conta sulle proprie forze - ha detto il ministro - Non aspettiamo l'arrivo di un salvatore". Papaconstantinou ha affermato inoltre che non c'è alcun rischio per il sistema bancario nazionale, dal momento che gli istituti sono "fondamentalmente solidi". Il governo greco non intende negare la difficoltà della situazione: sono precipitati i titoli di Stato e i titoli bancari sono anche oggi in caduta libera. Ma l'ombrello europeo, offerto ieri dal commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia, non è la migliore soluzione per Atene non tanto per le eventuali contestazioni degli altri Paesi (la Germania ha affermato che la Grecia deve comunque assumere tutte le misure necessarie a fronteggiare il debito, a prescindere dall'aiuto europeo) ma perché, ha spiegato il primo ministro greco George Papandreou, è fondamentale preservare in questo momento la sovranità nazionale. "Parlerò con sincerità e coscienza - ha detto il premier in una conferenza stampa - perché siamo in una situazione di difficoltà e il Paese si trova in stato di emergenza. C'è un grande problema che dovremo risolvere con politiche specifiche". Papandreou ha riconosciuto che "l'economia greca si trova in una posizione di profonda difficoltà" e richiede "un enorme sforzo nazionale per la ripresa e il consolidamento fiscale". Uno sforzo quanto mai necessario: "Abbiamo davanti una dura battaglia da combattere, ma la strada che conduce alla stabilità fiscale è la sola che possa consentire alla Grecia di mantenere i suoi diritti di sovranità". Il primo ministro greco ha ribadito che il governo renderà pubblico al più presto il piano quadriennale che conterrà misure sul fronte pensionistico, fiscale e di supporto alla crescita dell'economia. Il piano verrà presentato alla Commissione Europea all'inizio di gennaio, mentre a breve sarà illustrato non solo ai cittadini greci ma all'intera communità internazionale. "Il nuovo governo - ha concluso Papandreou - ha intenzione di far tornare la speranza ai cittadini greci, invertire il processo innescato dal precedente governo e riportare la fiducia". Ieri il commissario Almunia aveva insistito sul fatto che un problema di un Paese dell'area euro investe tutta l'eurozona, e che quindi Bruxelles avrebbe garantito alla Grecia tutta l'assistenza necessaria. Però oggi un portavoce del ministero delle Finanze tedesco ha detto che, pur non intendendo negare l'appoggio alla Grecia per il consolidamento del suo bilancio, "non c'è dubbio che il governo di Atene dovrà prendere misure aggiuntive". In altre parole, dovrà attrezzarsi per farcela da solo. |
| L'IDENTITÀ È UN VALORE |
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Fu un fulmine a ciel sereno quando ci fu l'annuncio da parte di Silvio Berlusconi, della volontà di costruire la “Casa comune” del centrodestra, vale a dire un soggetto politico unico che doveva comprendere le forze che facevano parte della coalizione.
Certamente, l'iniziativa provocò una reazione di insofferenza da una parte - non esigua - dell'UDC e fu, fortemente, esplicita perché temeva, con questa operazione, il rafforzamento della leadership del Cavaliere; contestualmente, quella proposta del “partito unico” apparve – non solo all'UDC, ma anche, agli altri partecipanti alla coalizione - come il tentativo di chiudere in gabbia tutti gli alleati in quanto esisteva, “già da principio”, chi puntava a presentarsi alle elezioni con una “immagine” nuova per tentare di esercitare un “pressing” su un elettorato potenzialmente maggioritario ma, anche, deluso dai quattro anni di governo di centrodestra. Questa divaricazione di posizioni, naturalmente, pose problemi al partito centrista dove i venti di fronda sembrarono – da subito – sempre più forti tanto da rivelare un rischio di spaccatura. E, non da poco, si palesò un problema – non semplice – quello di un prezzo da pagare in caso di risposta negativa alla proposta – capestro – del Cavaliere. Il dibattito sul partito unico, invece, in Alleanza Nazionale assunse le sembianze di un tormentone approfondendo “il coltello nelle piaghe” ormai “decomposte” dalle continue liti correntizie. Infatti, se i finiani d.o.c. e “l'alleanza di trombati” Urso – Gasparri, sostanzialmente si allinearono alla proposta di Berlusconi, “Destra sociale” bollò - da subito – come negativa questa “scialuppa di salvataggio per un leader traballante”, preferendo magari una federazione del centrodestra.
Meglio era, credo, “un unico indirizzo politico, mantenendo le identità e le diversità come valore aggiunto” anche, se, “per costruire un nuovo soggetto politico è indispensabile una fase costituente, non una decisione verticistica”. Si doveva e poteva ripartire dal territorio e da precisi valori, rafforzandosi dalla periferia al centro. E non bisognava, infatti, escogitare qualche “alambicco geometrico” per contenere in un partito unico idee, valori, e identità vistosamente incompatibili. Purtroppo, tutte queste preoccupazioni - e in certo modo – questa “ibrida” comunione di idee troppo diverse, per farle convivere in un partito unico, ha portato la coalizione – tra fratture, fughe, dissensi – meglio, nel caos che oggi paga amaramente. Tutto contro tutti nella coalizione di governo. Anche se si assiste a smentite, parole di circostanza, ricuciture e abbracci la coalizione di maggioranza è a pezzi. Ma con certi “personaggi in cerca di autore” si doveva prevedere. Peccato che Dio prima di riposarsi - il settimo giorno - abbia creato i “felloni” .
Già Carlo Marx, nel 1843, “favorì” attraverso il pensiero e la dottrina, lo svincolo dell'umanità dal giudaismo, teoria questa, che condizionò, anche, l'ideologia nazista. E da queste due teorie, in antitesi ma sotto certi aspetti simili, nacquero i campi di concentramento nazisti ed i gulag comunisti che precedettero con uccisioni di massa quelli perpetrati da Hitler. Ed oggi, meglio dal 1948, quel terribile “olocausto” realizzato dal governo israeliano contro il Popolo Palestinese. Fatte queste premesse devo e voglio, fortemente, dissentire dalle parole di condanna, sulle leggi razziali del '38 (ma su questa tremenda sciagura ci trova perfettamente d'accordo), dalla presa di distanza dalla Repubblica Sociale e dal fascismo, male assoluto, rivedendo anche il suo precedente giudizio positivo su Benito Mussolini, parole dette a Gerusalemme dal Presidente – allora di Alleanza Nazionale – oggi Presidente della Camera Gianfranco Fini che pronunciandole, non solo ha “ignorato” la storia ma l'ha, pesantemente, compromessa con la politica. Quanto di più “triste” in tutta questa faccenda, però, sono stati i sentimenti traditi e l'on. Fini lo ha fatto senza spiegazioni, senza prestare attenzione alla verità storica rinnegando, in un attimo, valori, etica, mistica e filosofia del pensiero. Insomma, tutto e tutti, morti e non che per oltre sessantanni (un'intera vita ) tra epurazioni, scontri, emarginazione sono rimasti fedeli all'idea e all'immagine. Si! Di quella Fiamma del MSI, simbolo e cuore, che ha saputo rimarginare tante “ferite” ma che il tempo non ha nascosto. Oggi, il Presidente della Camera continua con le sue discutibili esternazioni infiammando il dibattito con interviste a raffiche, scivoloni clamorosi – come quello del “fuori onda” - aprendo non una crepa, ma addirittura, una voragine nel PdL da far dire a Berlusconi di “emigrare” a Panama. Insomma, l'on. Fini sembra – ancora una volta – inseguire un'operazione di decostruzione delle antiche Ecco le sue esilaranti affermazioni: “Cittadinanza breve agli immigrati”; “Diritto all'eutanasia”“ dimenticando che tre anni fa si oppose alla “dolce morte” per Welby; Chiede rispetto per i magistrati” (quelli che complottano per gli arresti per Berlusconi e Dell'Utri) andando a rispolverare la vecchia bozza Violante e chi più ne ha più ne metta. Mi scuso per il luogo comune.. Oggi la notizia. “Fini mette la sordina” - “Gianfranco accantona le polemiche. E apre alla giustizia”. Non era meglio che non aprisse mai queste polemiche che fanno male a tutta la destra. Ma, forse, non sta cercando solidarietà a sinistra per continuare nei suoi “squallidi voltagabbana e tradimenti?".
Pier Giorgio Francia
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La Vignetta del giorno.
| STORACE: LA DESTRA NON MOLLA, NAVIGHIAMO VERSO LA VITTORIA | Segnala |
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“La Destra sta ormai prendendo consapevolezza delle proprie potenzialità e in tutta Italia si stanno aprendo sezioni, si organizzano iniziative e un numero sempre crescente di persone vi partecipa. Oltre due anni di sofferenza hanno comunque formato una comunità, che non si è piegata di fronte ai colpi subiti. In piedi, con orgoglio, a riprendere la marcia per l’affermazione dei nostri valori e delle nostre idee. Ne ho avuto la conferma nelle belle manifestazioni organizzate tra sabato e domenica a Macerata e Prato e alla riunione dei dirigenti pugliesi che si è tenuta lunedì pomeriggio a Bari. E' una sfacchinata andare su e giù per la Penisola, ma ne vale la pena”.
Così ha scritto Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, oggi nel suo blog. “Incontriamo ovunque militanti, cittadini, famiglie intere che ci incitano a non mollare – continua -. E certo che non molleremo, vogliamo tenere alta una bandiera a cui abbiamo destinato la nostra vita”. Storace prosegue ricordando gli appuntamenti di questa settimana: domani sera sarà a Monterotondo, patria di Roberto Buonasorte, a cui porterà l’augurio di tanti iscritti “per una bella e vincente campagna elettorale alle prossime regionali del Lazio”. L’evento che più incoraggia il segretario pare essere quello di venerdì, a Milano, dove si aprirà la sede del partito provinciale e regionale. “E' importante piazzare la bandiera nel cuore della capitale economica del Paese, in quel Nord in cui appariva difficile entrare e che ora sembra trovare una sensibilità attorno al nostro simbolo e alle idee che rappresenta”. Infine domenica, Pomezia ospiterà l’assemblea dei segretari regionali e provinciali de La Destra “Sarà un momento importante della nostra vita interna – spiega Storace -, per lo stato del tesseramento, per la preparazione con le candidature alle elezioni regionali, per la mobilitazione verso il corteo nazionale del 13 prossimo febbraio a Napoli. In queste ore sto preparando anche un documento che partirà dall’assemblea di Pomezia, che servirà a lanciare la nostra proposta programmatica dopo la conferenza dello scorso mese di novembre. E' un partito che ha tanti dirigenti preparati, e ne sono orgoglioso. Dobbiamo metterli tutti ai remi per navigare verso la direzione della vittoria. E costruiremo – conclude - finalmente un'Italia più sociale”. |
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MENZOGNE SEMPRE PIÙ MENZOGNE |
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I gravi avvenimenti, ma voglio aggiungere, soprattutto, preoccupanti, ci mostrano una sinistra sempre più protesa in cadute di stile, menzogne sempre più menzogne: “Uscire – come scrive l'Unità – dal
Ma, con i suoi uomini sempre più piccoli e “tapirati”, la sinistra com'è suo costume utilizza, soprattutto, la violenza – non solo morale – leggi partito dei magistrati – ad ogni inizio di campagna elettorale per screditare la destra ed il centro destra che ha nel suo mondo partiti dei valori, onestà, fermezza, coraggio, senso e legame alla bandiera, sacrificio, rinuncia e credo. Naturalmente considerazioni che devono essere prese con molti distinguo. Racconti esilaranti di “gossip”, di ricatti – caso Corona – di processi e accuse ridicole che hanno creato un clima “talebano”, voluto da questa sinistra infame, incattivita da un odio iniziato a “Piazzale Loreto” ed “affinato” - dai suoi dirigenti - ai corsi di cultura politica di Mosca e al soldo del Kgb. Infatti, dopo giorni di “veleni” contro il sen. Dell'Utri e del Presidente del consiglio Berlusconi, finalmente si è giunti alla verità con la testimonianza - al processo di Palermo – di Filippo Graviano che ha smentito inconfutabilmente il “criminale di alto bordo” Spatuzza. Ma la gravità della cosa non è questa, anche se imperdonabile, ma è stato lo sfruttamento del ruolo del boss da parte di “baffino” che, con un sottile distinguo – riporta il Tempo di Roma – Massimo D'Alema ha precisato: “Spatuzzza è un pentito, Graviano non lo è. Spetta ai magistrati accertare il pentimento, però se un pentito fa delle rivelazioni su un boss, è difficile che l'altro confermi le accuse. Graviano è un capomafia, non pentito, quindi non collabora con la giustizia. Sicuramente la sua non è una opinione pro veritate, quindi tocca ai giudici fare delle verifiche”. Certamente - dopo queste dichiarazioni – la politica con i suoi “addetti ai lavori” è al delirio. La sinistra allo sbando più totale perché non riesce a demolire o solo combattere l'avversario senza utilizzare il vecchio caro copione: la menzogna e la “ristampa” dell'odio. “A chi si deve una tale furba trovata tattica? A chi, questo geniale uovo di Colombo? Non è del tutto
Perché ho riportato le considerazioni del “Il Foglio”? Perché il PD con il suo matrimonio, strano e sofferto, con il questurino giustizialista Antonio Di Pietro, per non perdere la faccia con il proprio elettorato – dopo la disastrosa gestione Franceschini e la figuraccia fatta dal sen. Marino per quella “brutta faccenda americana”, che soffre della sindrome di Voltaire, che ignorantemente e presuntuosamente ha la pretesa di incarnare religiosamente il bene, la morale , la cultura, la democrazia, l'etica, le regole, la Costituzione – ma per questo c'è Gianfranco - la giustizia, i diritti e l'ambiente – insomma, tutto – ha dovuto “inventarsi” il berlusconismo per “rubacchiare quattro voti” con miserabili giochini: quelli fatti dalle toghe rosse.
“È una cosa avvilente, molto drammatica”. Lo ha scritto l'Unità. Ma questa è un'altra storia.
Pier Giorgio Francia
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La Destra sta ormai prendendo consapevolezza delle proprie potenzialità e in tutta Italia si stanno aprendo sezioni, si organizzano iniziative e un numero sempre crescente di persone vi partecipa.
Oltre due anni di sofferenza hanno comunque formato una comunità, che non si è piegata di fronte ai colpi subiti.
In piedi, con orgoglio, a riprendere la marcia per l’affermazione dei nostri valori e delle nostre idee.
Ne ho avuto la conferma nelle belle manifestazioni organizzate tra sabato e domenica a Macerata e Prato e alla riunione dei dirigenti pugliesi che si è tenuta lunedi pomeriggio a Bari. E’ una sfacchinata andare su e giù per la Penisola, ma ne vale la pena.
Incontriamo ovunque militanti, cittadini, famiglie intere che ci incitano a non mollare. E certo che non molleremo, vogliamo tenere alta una bandiera a cui abbiamo destinato la nostra vita.
Domani sera ci sarà una gran bella festa a Monterotondo, patria di Roberto Buonasorte, a cui porteremo l’augurio di tanti iscritti per una bella e vincente campagna elettorale alle prossime regionali del Lazio.
Ma l’evento che più incoraggia ad andare avanti sarà venerdì prossimo, a Milano, dove finalmente apriremo la sede del partito provinciale e regionale, grazie all’impegno di Eliana Farina e Roberto Perticone, che alla fine ce l’hanno fatta. La Festa milanese è prevista per le 18,30, in via Oglio 3, zona Corvetto. E poi di corsa a Telenova…
E’ importante piazzare la bandiera nel cuore della capitale economica del Paese, in quel Nord in cui appariva difficile entrare e che ora sembra trovare
una sensibilità attorno al nostro simbolo e alle idee che rappresenta.
Poi, domenica prossima, l’assemblea dei segretari regionali e provinciali de La Destra, a Pomezia, i cui dettagli sono pubblicati da LaDestraNews.
Sarà un momento importante della nostra vita interna, per lo stato del tesseramento, per la preparazione con le candidature alle elezioni regionali, per la mobilitazione verso il corteo nazionale del 13 prossimo febbraio a Napoli.
In queste ore sto preparando anche un documento che partirà dall’assemblea di Pomezia, che servirà a lanciare la nostra proposta programmatica dopo la conferenza dello scorso mese di novembre.
E’ un partito che ha tanti dirigenti preparati, e ne sono orgoglioso. Dobbiamo metterli tutti ai remi per navigare verso la direzione della vittoria.
E costruiremo finalmente un’Italia piu’ sociale.
Ho atteso invano qualche giorno, ma mi resta difficilmente comprensibile il silenzio omertoso del vertice della Regione Lazio su quanto emerge nel processo chiamato Laziogate.
Sono emersi dati sconcertanti sui collegamenti tra il cosiddetto pentito – una sottospecie di Spatuzza de noantri – e la Regione, attraverso una sua società.
Ma a parte qualche scriteriato consigliere regionale, tutti tacciono. Tace Marrazzo, da chissà quale convento si è rifugiato. Tace il suo ciarliero legale, tace il suo vicepresidente Montino, tacciono i vertici della società regionale pizzicata nella squallida operazione.
Ma non staremo silenti noi, come ha dimostrato ieri la federazione romana nel sit-in organizzato a Largo Goldoni.
L’uso delle istituzioni e dei suoi fondi pubblici è anche questione politica e apprezzo che il sindaco Alemanno abbia il coraggio di mettere in discussione la costituzione del Comune come parte civile.
Ma è indegno il silenzio della Regione.
Io credo di essere molto diverso da Fini e non vorrei per questo essere giudicato uno stronzo da lui. Anche perché, diciamo, ci sarebbero svariati motivi per rivendicare reciprocità. Ad esempio, è discriminabile, per il presidente della Camera, anche il colore delle idee.
Ma non è tempo di battute, bensì di politica. E a Fini, con il rispetto che lui non pratica davanti a bambini e a telecamere ma che si deve a una carica istituzionale, va detto quanto è pericolosa quella parolaccia.
La parolaccia viene prima dello sganassone: il presidente della Camera, che un tempo invitava a riflettere sulle conseguenze di parole e azioni, si rende conto che da oggi ciascuno può prenderlo a triste esempio e regolarsi?
L’italiano che protesta perché non gli danno la casa popolare o perché suo figlio non trova posto all’asilo, si merita quell’appellativo?
Credo che abbia ragione Matteoli. Fini è altro rispetto alla sua storia. Non è un buon motivo per offendere. E’ solo una stronzata.
"La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale
de La Destra e nell'ultima Conferenza programmatica di Pomezia.
Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e
determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l'esecutivo politico
de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e
le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con
i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande
manifestazione popolare che si terrà a Napoli".
Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra
C’è una data da mettere in agenda e da far conoscere a tutti.
Sabato 13 febbraio 2010, di nuovo La Destra in piazza. A Napoli, come un anno fa.
C’è bisogno di piazza, c’è bisogno di una forza politica di destra autentica, che scelga il popolo alla vigilia di elezioni regionali decisive per l’Italia. E lo faremo ancora a Napoli, che ancora oggi è rappresentante di quelle troppe differenze sociali che la politica non è riuscita ancora a ricucire.
In queste settimane dovremo lavorare all’organizzazione dell’evento – dovremo portare molte migliaia di militanti nel capoluogo campano – e alla piattaforma politico-sociale della manifestazione.
Sarà il momento adatto a presentare il patto con l’Italia su questioni essenziali; sarà il giorno in cui annunceremo come intenderemo tradurre nelle istituzioni in cui entreremo il movimento della Nazione e del Lavoro a cui intendiamo dare rappresentanza.
Se ha un senso l’intesa con il Pdl per battere la sinistra nel territorio alle elezioni di marzo, esso sta soprattutto nel tasso di innovazione sociale con cui saremo capaci, con i consensi che dobbiamo raccogliere, di caratterizzare le istituzioni locali, regioni, province, comuni.
Sarà Gioventù italiana ad essere di nuovo in prima fila. Voglio molto bene a questi nostri ragazzi, facce pulite che non hanno bisogno di estremismo e che preferiscono rivendicare intransigenza. E’ su di essi che dobbiamo puntare per mantenere vivi i nostri valori.
Saranno i cittadini normali ad essere protagonisti della manifestazione di Napoli, perché lo sono ogni volta che portiamo avanti battaglie popolari.
E lo faremo anche in un’alleanza in cui non tutti ci sono simpatici, così come sappiamo che anche noi non saremo amati da tutti. Ma quel che sarà importante sarà il linguaggio con cui ci presenteremo, le proposte che lanceremo.
Con il simbolo di cui siamo orgogliosi.
Vogliamo rivendicare il diritto alla proprietà della casa per tutti con il mutuo sociale.
Vogliamo mettere in pratica modelli di partecipazione dei lavoratori agli utili e alla gestione delle imprese, a cominciare da quelle pubbliche partecipate dalle istituzioni.
Vogliamo contrasto alle troppe morti bianche che fanno versare lacrime amare al Paese.
Vogliamo politiche di inclusione per chi è abbandonato alla disabilità.
Vogliamo garantire acqua pubblica.
Vogliamo scegliere il popolo nel conflitto con le banche.
Vogliamo che i servizi sociali e le case popolari siano garantiti prima agli italiani e poi agli stranieri.
Vogliamo una politica capace di comprendere che c’è bisogno di coesione sociale.
Vogliamo una politica capace di puntare sul presidenzialismo a garanzia di unità nazionale.
C’è un programma ambizioso, c’è una destra pronta a combattere la buona battaglia. Il 13 dicembre riunirò i segretari provinciali e regionali per l’organizzazione del corteo di Napoli e per l’avvio delle iniziative elettorali.
Ci aspetta una bella stagione.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto ieri a Palazzo Chigi i vertici de La Destra, rappresentata dal segretario Storace e dal presidente Buontempo, a seguito della conferenza programmatica del movimento.
Il Pdl e La Destra, si legge in una nota, concorreranno insieme alle elezioni regionali, con formale apparentamento, in alternativa alle sinistre.
“Sarà l’ufficio di presidenza del Pdl a indicare le modalità alle strutture regionali per la definizione dei programmi elettorali, della partecipazione ai premi di maggioranza sul territorio e delle responsabilità di governo nelle regioni dove la coalizione si affermerà. Analogamente si procederà per le coincidenti elezioni amministrative”, conclude la nota.
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La nota diffusa da Palazzo Chigi conferma la linea emersa al Comitato centrale de La Destra e nell’ultima Conferenza programmatica di Pomezia. Il nostro Movimento sarà in tutta Italia parte attiva e determinante della battaglia di alternativa per sconfiggere nel territorio la sinistra.
Ho convocato per mercoledì prossimo, alle ore 12,30, l’esecutivo politico de La Destra per discutere sulle modalità di avvio della campagna per le regionali e le amministrative, in vista degli appuntamenti di metà dicembre con i segretari regionali e provinciali e di metà febbraio con la grande manifestazione popolare che si terrà a Napoli.
E'' a questa stirpe di Santi, di Poeti. d'Inventori, di Navigatori che l'umanita' deve le maggiori delle delle sue conquiste. Per un Italia piu' libera.
Caro navigatore e Cara navigatrice, questo sito ha uno scopo ben preciso: raccontare La Storia da un punto di vista molto speciale.
Ognuno di noi ha sempre ascoltato le spiegazioni date dai propri insegnanti fin dagli inizi della scuola elementare, e, ognuno di noi ha iniziato a quel punto ad immaginare nella propria mente quelle che poi sarebbero divenute le proprie idee per il futuro.
La fantasia, unita ad un pizzico di realtà, ci ha portato a toccare il cielo con un dito.
Eravamo ancora troppo piccoli e inconsapevoli.
Poi siamo cresciuti, abbiamo iniziato ad ascoltare la storia dei nostri nonni: quella storia era pura realtà e a noi quella storia piaceva.
Man mano che il tempo passava le nostre idee si schiarivano.
Man mano che il tempo passava la loro storia diveniva la nostra storia.
Man mano che il tempo passava capivamo appieno il senso di quella storia.
Io, personalmente, ho avuto una grande fortuna: essere libero di scegliere.
Ho scelto con libertà di spirito e di azione di guardare a Destra.
Quella destra che ha sempre portato avanti i sani principi della famiglia.
Quella destra che vedeva nelle persone degli anni '30 e '40 la forza unica del Paese e che con tutti i mezzi li aiutava a darsi un futuro migliore.
Quel futuro adesso è il nostro presente e Noi abbiamo ancora le nostre idee di un tempo.
La nostra Destra di un tempo è qui sotto i nostri occhi e si chiama semplicemente LA DESTRA.
Nessun dubbio e nessun ripensamento, questa è l'eredità che abbiamo ricevuto e questa è l'eredità che lasceremo al nostro futuro, ovvero, ai nostri figli.
Vi chiedo con tutta la passione e tutto l'orgoglio di mandarmi il vostro materiale, di qualsiasi genere esso sia, e insieme scriveremo LA NOSTRA STORIA, la storia di chi come Noi ha sempre guardato e guarderà a DESTRA!
La Gloriosa Morte di Bruno Mussolini
Il re d'Italia e Benito Mussolini
10-06-2008
L'Italia entra in guerra
Nel pomeriggio del 10 Giugno 1940 Ciano convoca a Palazzo Chigi sir Percy Loraine e Andrè F. Poncet, ambasciatori di Gran Bretagna e Francia; vestito dell'uniforme di ufficiale d'aviazione, consegna loro la dichiarazione che sancisce l'ingresso in guerra dell'Italia
2009-07-31
2009-04-29
NOTA UFFICIO POLITICO LA DESTRA
08-10-2009
Francesco Storace
BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI E SCUOLA - SONO UNA RISORSA NON UN COSTO DA CONTENERE
08-10-2009
La Destra News
BISIGNANO/ PRIMA FESTA TRICOLORE
08-10-2009
La Destra News
03-10-2009
Francesco Storace
10/06/1940
Se volete conoscere meglio il Nostro Partito potete visitare i link di seguito proposti. Se volete aggiungere il Nostro link al Vostro sito contattateci e ricambieremo
orientamento politico
"Non ho voglia di vivere a lungo.
Quello che potevo fare di buono l’ho già fatto:
ho seminato fede e speranza per tanti anni.
Ho esortato al coraggio e alla pazienza un popolo
che se avesse avuto pazienza e coraggio non sarebbe finito così male.
Ho diffuso amore per idee buone e semplici.
Di più non potrò mai fare.
Ed è bene che uomini come me non raggiungano il successo.
Degli uomini come me si deve poter dire:
era fatto per i tempi duri e difficili,
era fatto per seminare e non per raccogliere,
era fatto per dare e non per prendere.
Vorrei tanto che, quando non ci sarò più,
si dicesse di me quello che Dante disse di Virgilio:
facesti come colui che cammina di notte,
e porta un lume dietro di sé, e con quel lume non aiuta se stesso.
Egli cammina al buio,
si apre la strada nel buio ma dietro di sé illumina gli altri."
Giorgio Almirante
2008
18-10-2009
Francesco Storace
24-09-2009
Adriano Tilgher
30-09-2009
Adriano Tilgher
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